Una delegazione del Dipartimento di ecologia e ambiente del Zhejiang è venuta in visita a Roma per confrontarsi sulla gestione delle coste e delle risorse marine. La provincia del Zhejiang si estende al di sotto di Shanghai, lungo la costa che affaccia sul Mar Cinese Orientale. Si tratta di una zona ricca di laghi, le cui città vivono in una perfetta commistione tra ambienti naturali e antropizzati.
L’obiettivo della visita è stato quello di approfondire le tecniche italiane di monitoraggio delle aree costiere, con particolare attenzione alla prevenzione dell’inquinamento marino e alla tutela della biodiversità. Temi, questi, di crescente rilevanza a livello globale, specialmente in un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dall’impatto sempre più evidente delle attività umane sull’ambiente.
Nel corso della prima visita al CNR, la delegazione cinese ha avuto un primo confronto con la dottoressa Antonia Di Maio, responsabile dell’Istituto per lo Studio degli Impatti Antropici e della Sostenibilità in Ambiente Marino (ISIASAM). Di Maio ha illustrato le attuali criticità del Mar Mediterraneo, a partire dal riscaldamento delle sue acque dovuto ai cambiamenti climatici, un fenomeno che sta modificando profondamente l’equilibrio degli ecosistemi marini.

Durante il suo intervento, ha mostrato dati aggiornati sulla temperatura superficiale del mare, sottolineando come questi segnali siano strettamente monitorati attraverso modelli oceanografici europei che si basano su tre comparti fondamentali: fisico, chimico e biologico. Tali modelli permettono una lettura approfondita delle dinamiche marine e rappresentano uno strumento essenziale per la prevenzione e la gestione dell’impatto antropico.
A seguire, è intervenuta la dottoressa Silvia Morgana, ecotossicologa, che ha illustrato le sue ricerche sull’impatto delle microplastiche e delle nanoplastiche negli ecosistemi acquatici. Come caso di studio, è stato presentato il fiume Tevere, il cui stato ecologico risente in modo significativo della pressione esercitata dalle attività umane. Lo studio delle microplastiche nel fiume rappresenta una lente importante per comprendere i meccanismi di diffusione di queste sostanze negli ambienti marini alla sua foce.

La delegazione cinese ha espresso grande interesse per i metodi e gli strumenti utilizzati in Italia, evidenziando come in Zhejiang vengano adottate tecniche simili di osservazione e monitoraggio. Entrambe le parti hanno convenuto sulla necessità di una maggiore cooperazione internazionale in materia ambientale, auspicando uno scambio continuo di dati e buone pratiche per affrontare sfide comuni come il riscaldamento globale e l’impatto dell’uomo sulla natura.
L’incontro si è concluso con l’impegno a rafforzare il dialogo scientifico tra Italia e Cina, nella convinzione che solo attraverso il confronto e la condivisione delle conoscenze sia possibile trovare soluzioni efficaci e durature ai problemi ambientali che affliggono i nostri mari.
Nel pomeriggio, lo scambio è proseguito con una biologa marina, rappresentante dell’ARPA, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale. La Dottoressa ha illustrato nel dettaglio i cambiamenti recenti di flora e fauna del Mar Mediterraneo. La presenza di specie infestanti, che alterano l’ecosistema, è un problema riscontrato anche dalla delegazione e causato dal problema comune del cambiamento climatico.

Al termine dell’incontro è stato firmato un Memorandum of Understanding tra AsiaPromotion e Dipartimento di ecologia e ambiente del Zhejiang

